Dunant, il cavo sottomarino che collega Google all’Europa

Più che un cavo è un sistema di cavi sottomarini: attraversando l’Oceano Atlantico tra Virginia Beach negli Stati Uniti e Saint-Hilaire-de-Riez, sulla costa atlantica francese, Dunant, espande la rete globale di Google per portare capacità e resilienza alle interconnessioni, anche con altre infrastrutture di rete nella regione.

Dunant si chiama così in onore dell’attivista svizzero Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa.about:blank

Dopo la doverosa gestazione il sistema è stato distribuito, testato ed è ora pronto per entrare in servizio.

Google ha lavorato in collaborazione con SubCom, partner globale per il trasporto dati sottomarino, che ha progettato, prodotto e installato il sistema Dunant nei tempi previsti nonostante la pandemia globale in corso.

Annunciato da Google un anno e mezzo fa, Dunant è il primo cavo sottomarino a lungo raggio ad avere un design SDM (Space Division Multiplexing) a 12 coppie di fibre e fornirà una capacità di 250 terabit al secondo (Tbps) attraverso l’oceano.

La maggiore capacità dei cavi viene fornita in modo conveniente con coppie di fibre aggiuntive (dodici, invece di sei o otto nelle generazioni passate di cavi sottomarini) e design di ripetitori ottimizzati in termini di potenza.

Mentre le precedenti tecnologie di cavi sottomarini si basavano su un set dedicato di laser a pompa per amplificare ciascuna coppia di fibre, la tecnologia SDM (così la spiegano al Sant’Anna di Pisa) utilizzata da Dunant consente la condivisione di laser a pompa e componenti ottici associati tra più coppie di fibre.

Questa tecnologia di condivisione del pompaggio laser consente di avere più fibre all’interno del cavo, fornendo anche una maggiore disponibilità del sistema.

Tramite Dunant Google non fa segreto di voler di rendere le informazioni mondiali più accessibili (e utili) e mettendo in mano il cavo a Google Cloud, di voler attirare quante più aziende mondiali nel suo cloud.

Nel blog dedicato alle infrastrutture di data center, il direttore Emea di Google Cloud, Chris Ciauri, spiega che con Dunant si potrà eseguire le app dove se ne ha bisogno, con soluzioni aperte, ibride e multicloud, avere a disposizione un cloud green, basato su strumenti e tecnologie che promuovono un futuro senza emissioni di carbonio, avere strumenti di sicurezza avanzati, sostenere smart working e didattica remota, ridurre il tempo per la gestione della piattaforma con Anthos per risparmiare fino al 32% con la migrazione delle applicazioni su Google Cloud.

La rete di Google Cloud, ricorda la società, consiste di collegamenti in fibra ottica e cavi sottomarini che presto includerà il cavo sottomarino Grace Hopper, oltre 100 ppoint of Presence, migliaia di nodi pediferici, oltre 100 siti cloud Cdm, oltre 90 sedi di interconnessione, 24 region, con ulteriori regioni annunciate in Italia, Cile, Francia, Polonia e Spagna.

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